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Casa della Pietra
Un nome
Il portale verso il cortile interno della dimora, all'imbrunire
il gruppo

Non un nome. Un gruppo.

Dietro la Casa c'è un gruppo. Non un nome, non un volto. Persone che hanno costruito qualcosa di vero e che volevano una stanza in cui ritrovarsi. La Casa è la loro stanza. Ora si apre a pochi altri.


l'intenzione

Volevamo una stanza, non un indirizzario.

Persone giuste attorno a una tavola. Le presentazioni che contano, fatte da chi risponde di te. Una rete vera, che non si recita. Una comunità che cresce un nome alla volta.

La sala con le volte antiche e l'arco, prima di sera
la sala, prima di sera

Ci si siede accanto a chi ha costruito qualcosa.

Nessuno ti chiede quanto vali. Il peso specifico si vede da come fai le cose, non da quello che dichiari. La tavola è il filtro. Chi ci si siede sa già perché ci sta.

Il grande camino antico in pietra, a luci basse
il camino, a luci basse
il patto

Anche chi tiene la Casa passa dalla stessa porta.

Nessuno sopra gli altri. Si entra accanto a un nome, si risponde del nome che si porta. Quello che accade qui, resta qui. Non per paura. Per rispetto.

La rete vera non si recita.

Si costruisce un nome alla volta.


Il giardino di bambù della dimora, al tramonto
il bambù, al tramonto
la comunità

Cresce piano, come una cosa che resta.

Il cerchio non si riempie in fretta. Ogni nome porta chi porterebbe a casa sua. Si entra in pochi, si resta a lungo, si torna. È così che una comunità tiene.

Si lascia un nome.

Se senti che questo è un posto per te, lascia il tuo nome. Qualcuno della Casa lo leggerà.

Lasciare un nome